Le analogie climatiche e produttive tra la California e l’area mediterranea favoriscono lo scambio di tecnologie meccaniche per coltivazioni agricole specializzate e ad alto valore aggiunto.  L’industria italiana punta a consolidare la propria presenza sul mercato americano anche facendo leva sugli eventi fieristici ed espositivi, come quello di Tulare in California e quello di EIMA International, che si svolgerà a Bologna dal 7 all’11 novembre prossimo. Nell’ottica di sostenere le strategie delle aziende italiane di meccanica agricola avanzata in US, agenzia ICE ufficio di  Houston e Federunacoma hanno organizzato proprio a Tulare un padiglione italiano con 14 espositori.

Il mercato mondiale della meccanica agricola ha il suo fulcro in Asia in termini di quantità, ma resta centrato negli Stati Uniti e in Europa per quanto riguarda la qualità, la tecnologia e il valore economico dei macchinari. La rapida crescita dell’economia primaria in Asia ha prodotto negli ultimi anni un aumento impressionante della domanda di macchinari agricoli: India e Cina chiudono il 2017 con rispettivamente oltre 600 mila ed oltre 500 mila trattrici vendute (i due colossi asiatici assorbono da soli più del 50% del mercato mondiale delle trattrici). Mercati come quello statunitense (221 mila trattrici nel 2017) o quello europeo (169 mila trattrici), seppure inferiori in termini di volumi, esprimono un fatturato molto maggiore, proprio per la qualità delle tecnologie acquisite e quindi del loro valore di mercato. L’agricoltura del mondo occidentale è indubbiamente costosa per quanto riguarda le dotazioni tecnologiche, oltre che per la manodopera e i costi di produzione complessivi, e può mantenersi competitiva solo puntando sulla massima efficienza delle aziende e sulla qualità dei prodotti. In questo contesto si colloca la collaborazione tra Stati Uniti ed Italia, due Paesi che hanno tradizionalmente ottimi rapporti commerciali ma che nella meccanica agricola trovano uno dei settori maggiormente interessanti e strategici. Questo è stato evidenziato nel corso della conferenza stampa di FederUnacoma ed ICE Agenzia ufficio di Houston – la federazione italiana dei costruttori di macchine agricole – tenutasi questo pomeriggio a Tulare nel contesto della rassegna World AG Expo. L’industria italiana ha un ruolo di primo piano nel settore della meccanica agricola – è stato sottolineato nel corso dell’incontro – soprattutto per la capacità di produrre una amplissima gamma di macchine ed attrezzature adatte ad ogni tipo di agricoltura, in modo particolare le produzioni di alta qualità come quelle frutticole e vitivinicole, e questo la rende un partner importante per quelle aziende americane che puntano su colture specializzate e ad alto valore aggiunto. Nell’ottica di sostenere le strategie delle aziende italiane di meccanica agricola avanzata negli USA, l’ufficio di  Houston di ICE Agenzia ha organizzato un padiglione italiano con 14 espositori. (ADR spa, AMA spa,  Annovi  Reverberi spa, BMV di Borio Valerio & C.sSnc, Digidevice srl, Emiliana Serbatoi srl, Faresin Industries spa, Idromeccanica Bertolini spa, Polmac srl, Roter Italia srl, Simol spa, Tecomec srl, Tierre Group srl, Zappettificio Muzzi soc.coop).Le esportazioni italiane negli USA hanno un trend crescente dal 2010 ad oggi, e nel 2016 hanno raggiunto un valore complessivo pari a 502 milioni di euro (+3,4% rispetto all’anno precedente) dei quali 111 milioni relativi alle trattrici e 391 relativi alle altre tipologie di macchine ed attrezzature. Analizzando le tipologie di trattrici, sono proprio quelle con potenza dai 37 ai 75 kW e quelle con potenza dai 75 fino ai 130 kW – categorie che corrispondono in massima parte alle trattrici specializzate per vigneto e frutteto – ad avere le maggiori quote di mercato, rispettivamente più del 14% e più del 12% del valore totale delle esportazioni italiane in USA. “Accanto a queste trattrici specializzate – ha spiegato nel corso della conferenza Marco Acerbi, direttore dell’Ufficio Eventi di FederUnacoma – l’industria italiana offre ai partner americani, e alla California in particolare viste le analogie dal punto di vista climatico e ambientale tra il sistema agricolo mediterraneo e quello dello Stato americano, tecnologie per i trattamenti alle colture, per la lavorazione del terreno, per l’irrigazione e tutta la relativa componentistica che sono riconosciuti nel mondo come una delle eccellenze del ‘made in Italy’ ”. Con queste premesse la cooperazione italo-americana può svilupparsi in modo sempre più consistente, facendo leva anche sulle occasioni fieristiche e promozionali. “FederUnacoma è presente con uno spazio istituzionale e soprattutto con una collettiva di industrie italiane alla fiera di Tulare – ha detto Marco Acerbi – e i costruttori e operatori americani sono tradizionalmente presenti ad EIMA International, la grande rassegna mondiale della meccanica agricola che si tiene alla Fiera di Bologna dal 7 all’11 novembre prossimo e che quest’anno celebra la sua 43ma edizione”. Oltre 2 mila industrie costruttrici da 50 Paesi, più di 50 mila modelli di macchine e attrezzature a copertura di oltre mille voce merceologiche, operatori da 150 Paesi e un numero di visitatori che si annuncia non inferiore alle 300 mila unità, sono le credenziali di questa rassegna, divenuta la seconda al mondo in termini di visitatori e la prima in termini di internazionalità ed ampiezza di gamma, con una suddivisione in 14 settori specializzati e in cinque saloni tematici. Un evento al quale prendono parte costruttori ed operatori statunitensi in numero sempre crescente. Nell’edizione scorsa (novembre 2016) le case costruttrici americane presenti come espositori sono state 31, e gli operatori Usa in visita sono stati circa 700 (nel 2012 erano stati 450), e per l’edizione del novembre prossimo – nell’ambito della quale sarà organizzata anche una delegazioni ufficiale di operatori americani realizzata grazie al sostegno dell’ICE Agenzia – ci si aspetta possano essere ancora più numerosi.